LA VERA STORIA DELLE #LIDLSNEAKERS

L’elenco dei titoli dei giornali in questi giorni che ha parlato di questo fenomeno, tra corsivi di prima pagina più o meno ispirati (sicuramente alla seconda categoria possiamo ascrivere “Una ciabatta chiamata desiderio” di Massimo Gramellini, con Tennessee Williams pronto a rivoltarsi nella tomba per l’ennesima volta), analisi sociologiche e interviste a esperti di marketing, che sottolineavano il ruolo degli influencer ingaggiati (quali?) dalla catena tedesca per promuovere i prodotti di quella che viene definita semplicemente “Lidl Fan Collection”, e che comprende appunto le sneakers andate a ruba (anche) nei punti vendita italiani. Nessuno però ha cercato di capire davvero quale fosse l’origine di queste scarpe, e di questa iniziativa a metà tra il marketing e il trolling. Che senza dubbio ha riscosso notevole successo, ma forse merita qualche superlativo in meno. Andiamo con ordine, e spieghiamo di seguito da dove vengono, cosa sono e quanto valgono le sneakers di Lidl.

Le confessioni di un reseller: ecco come e perché abbiamo fatto razzia delle scarpe Lidl (La repubblica)

Scarpe e ciabatte Lidl: esaurite in poche ore, rivendute su eBay fino a 2.500 euro” (Corriere della sera)

Come nascono le #LidlSneakers?

I pesci d’aprile di solito durano solo lo spazio di quel giorno. Ma non è sempre così: il primo aprile del 2019 infatti, Lidl Germania aveva mostrato ai suoi follower le foto di inesistenti sneakers Lidl, molto simili alle Nike Huarache. Solo uno scherzo, che però aveva generato una montagna di reazioni social, peraltro eminentemente positive. A quel punto, diventava d’obbligo passare dalle parole ai fatti. Nei mesi successivi accenni alle #LidlSneakers apparivano in diverse campagne del marchio della grande distribuzione. Fino alla effettiva produzione.

Quante versioni delle #LidlSneakers esistono?

La prima tiratura delle scarpe era di sole 400 paia, destinate a diventare il premio di un contest a cui poteva partecipare solo il pubblico tedesco, nell’ottobre 2019. Per partecipare all’estrazione, i clienti dovevano condividere una foto con la sneaker “virtuale” sotto l’hashtag #Lidlsneakers: in tutti i negozi infatti c’era una postazione che permetteva a chiunque di “indossare” virtualmente le scarpe, grazie all’app Lidl (e ovviamente scattare una foto). Le prime #LidlSneakers sono quindi davvero molto rare, e si distinguono dalle edizioni successive soprattutto perché ogni paio è numerato: un’etichetta vicino al tallone riporta il numero progressivo da 1 a 400.

A marzo 2020, nel mezzo della prima ondata pandemica, diversi paesi europei (non l’Italia) hanno visto arrivare sugli scaffali dei loro Lidl il primo drop ufficiale: sparita la tab con la numerazione, ovviamente, per il resto le scarpe erano più o meno uguali a quelle della tiratura originale.

Il successo immediato – e l’hype generato – con il primo drop ufficiale ha spinto Lidl (nonostante le dichiarazioni) a procedere a un restock lo scorso settembre, per poi spingere la distribuzione anche in paesi non toccati dalla release precedente. Ecco dunque la versione 2.0 delle #LidlSneakers: uguali alla prima, ma con qualche importante differenza. Primo, sulla soletta interna infatti non compare più il marchio Livergy (che altro non è che l’in-house brand per l’abbigliamento di Lidl), ma direttamente il logo principale della catena. Secondo, e ancora più importante, sul retro compare un anello in tessuto giallo, molto utile per tirare la tomaia in fase di calzata e soprattutto notevole miglioramento estetico. Dunque, le versioni delle sneakers Lidl sono effettivamente tre: in Italia è arrivata solo la terza, quella meno rara. Anche se poi, a dirla tutta, quella davvero rara è solo la prima.

Quanto valgono davvero le #LidlSneakers?

Qui la risposta si fa più complessa. Ovviamente si tratta di un prodotto collezionabile, molto ironico e chiaramente perfetto per inserirsi nel filone di moda antifashion di cui abbiamo avuto diversi esempi negli ultimi anni, da Vetements in giù. Tuttavia qui abbiamo un prodotto davvero cheap, e davvero popolare, la cui esclusività è in realtà molto relativa. Qualcosa di simile alle collezioni collaborative di H&M, ma con in più una dose di trolling mai vista prima. L’unica risposta giusta alla domanda sul valore è quindi: “quello che ciascuno è disposto a pagare”. Possiamo però farci un’idea dando un’occhiata ai prezzi degli oggetti venduti su eBay inglese, tedesco e italiano negli ultimi nove mesi: qui si nota come il prezzo medio di un paio di sneakers Lidl stia tra i 40 e i 50 euro, il che in ogni caso significa una differenza rispetto al prezzo retail del 300%, paragonabile ad esempio a quella delle Yeezy 350 V2 dei tempi d’oro. Quindi, niente male. Non sembra ci sia un’apprezzabile differenza tra il valore della prima o della seconda general release, nonostante le scarpe senza il loop giallo posteriore siano senza dubbio più rare. Il discorso cambia per le paia della primissima tiratura, quella numerata: qui un prezzo medio di 200 euro è giustificabile. Anche se c’è sempre qualcuno che prova a venderle a 5.000…

La nostra previsione è che, passata la febbre di questi giorni, le paia delle due release generali si potranno comprare a prezzi non troppo lontani da quelli di vendita ufficiale.

 

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