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THE LAST DANCE: LE ORIGINI DEL MITO DELLE AIR JORDAN

La docu-serie sull'ultimo anno dei Bulls è anche una bellissima vetrina di sneakers.

Molti di quelli che hanno vissuto l'era dei Bulls di sua maestà MJ non avevano certo dubbi sulla magnificenza della caratura del personaggio dentro e fuori dal campo, tuttavia da quando è andato in streaming sulla piattaforma Netflix, THE LAST DANCE ha praticamente incollato tutti allo schermo. La retrospettiva sulla carriera di Jordan ha permesso ai non addetti ai lavori di accedere a filmati inediti e mai rivelati prima d'ora. La serie documenta l'inizio della carriera di Jordan e gli step sportivi dei Chicago Bulls da squadra materasso a fenomeno globale. The Last Dance ci ha anche permesso di riguardare più da vicino alcune delle più iconiche sneakers che siano state indossate durante quelle intense stagioni, portando le Air Jordan a diventare un fenomeno commerciale e culturale unico nel suo genere. Grazie a quei filmati esclusivi, abbiamo avuto la possibilità di ripercorrere la dinastia di alcuni dei modelli preferiti con i quali Jordan ha solcato l'aria.

Air Jordan 1 “Chicago” (1985)

La capostipite, progettata da Peter Moore, ha scatenato l'inferno in tutta la lega. La pelle bianca, rossa e nera abbelliva la tomaia, con un grande Swoosh che si notava su entrambi i lati. L'aggiunta dell'iconico logo Wings fu un chiaro riferimento a "His Airness", e dopo la AJ I nulla fu più come prima.

Air Jordan III “White Cement” (1988)

Quando Micheal ha staccato dalla linea di tiro libero durante l'All-Star Weekend a Chicago, ha fatto la storia. La AJ III ha aiutato Jordan ad affermare il suo dominio sul campo, vincendo il Dunk Contest e l'All-Star Game MVP. Hatfield aveva riavvicinato Jordan alla Nike e, a sua volta, si era conquistato il ruolo di designer principale per la linea Air Jordan.

Air Jordan VI “Black / Infrared” (1991)

Dopo essersi imbattuti nella corazzata Los Angeles Lakers, i Bulls sapevano che le cose non sarebbero state facili. Capitanati da Magic Johnson, i Lakers avevano creato una delle dinastie di maggior successo nel basket. Questa iconica sneaker diede inizio a una meravigliosa serie vincente per i Bulls e fece vincere a MJ il primo di sei anelli.

Air Jordan XI “Concord” (1995)

"Sono tornato". Questo fu il comunicato stampa con il quale MJ annunciava il ritorno al mondo del basket. I Bulls furono multati di 25.000 dollari per non aver segnalato la variazione del numero 45 di Jordan e Micheal fu multato di 5.000 dollari aggiuntivi per aver scelto di indossare scarpe bianche quando il resto dei Bulls indossava quelle nere. Quelle sneakers erano le XI "Concord". Il design di Hatfield aveva superato ogni aspettativa, andandosi a collocare in quell'ambito fashion che le rendevano accattivanti e desiderabili da chiunque.

Air Jordan XII “Flu Game” (1997)

La sera prima di gara 5 delle finali del 1997, Michael Jordan era visibilmente disidratato e a corto di fiato a causa di una intossicazione  alimentare alquanto sospetta. Tuttavia, nella vittoria 90-88 di Chicago, Michael segnò 38 punti e tra le varie cose portò i Bulls alla vittoria con un tiro da tre allo scadere. Mitiche le AJ XII, mitico MJ.

Air Jordan XIV “Last Shot” (1998)

Il tiro più iconico della sua carriera, "The Last Shot", come sarebbe stato soprannominato, ha assicurato ai Bulls il sesto campionato NBA. Ai piedi di MJ, quella notte c'erano le Air Jordan 14; uno degli ultimi modelli Jordan progettati da Tinker Hatfield. Ispirata all'amore di MJ per la Ferrari, la sneaker presentava pelle traforata nella e un piccolo distintivo Jumpman giallo situato sulla caviglia simile al logo Ferrari. La storia era stata scritta.

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