DIADORA APRE IL PRIMO MONOMARCA A CORTINA D’AMPEZZO

Diadora ha aperto il primo negozio a Cortina, nella splendida cornice dell’ex Palazzo Telve, opera iconica del progettista del dopoguerra Edoardo Gellner. Giunto a Cortina d’Ampezzo negli anni quaranta del secolo scorso, Gellner subisce il fascino unico di quel luogo, con le sue architetture rurali e le imponenti montagne che lo circondano, e ben presto vi si stabilisce. Durante gli anni dialoga con la città con il suo linguaggio colto e originale, diventando uno dei protagonisti di questo rinnovamento urbanistico, e firmando alcuni importanti edifici tra cui Palazzo Telve, sede della Società Telefonica delle Venezie. Probabilmente l’opera più significativa della produzione ampezzana di Gellner, Palazzo Telve fu commissionato per le Olimpiadi di Cortina del 1956. Proprio la fiamma olimpica fa da trait-d’union tra il momento di costruzione del palazzo e quello della ristrutturazione – proiettata verso i prossimi giochi invernali. Commissionata dalla famiglia Moretti Polegato con l’ausilio dello studio RP8, la ristrutturazione dell’intero complesso che ospita il negozio è stata implementata
con grande rispetto del progetto originario.

Il nuovo spazio Diadora, immerso nel cuore della montagna ampezzana, nasce nel rispetto della sua struttura originale, e si rifà alla filosofia di gestione degli spazi di Gellner nonché al suo amore per l’innata varietà materica della montagna. Lo store Diadora fa così dell’utilizzo di materiali di prossimità il proprio fil rouge, grazie all’impiego del Larice, della pietra e di un ferro naturale come la Calamina, che creano una giustapposizione tra il calore dei materiali tipici delle Dolomiti e il nero del metallo e della vernice, usati come strumento di valorizzazione del prodotto attraverso l’uso esperto della luce. L’utilizzo della Calamina sui muri, in particolare, rende possibile un assetto agile e costantemente intercambiabile dei sistemi di esposizione grazie ad ancoraggi magnetici. Le tende parasole presenti sulle vetrine sono state studiate con un traforo il cui pattern riprende i 5 tondi tipici del logo Diadora, che proietta così giochi di luce all’interno dello spazio espositivo.

I camerini con grafiche retroilluminate permettono di offrire al cliente un’esperienza immersiva e avvolgente. Grande attenzione è stata posta alla sostenibilità del progetto, grazie all’utilizzo non solo di materiali locali, ma anche di maestranze di lavoro della zona, che hanno così potuto esprimere tutto il know-how acquisito nella lavorazione dei materiali propri della zona, grazie ad una conoscenza tramandata per generazioni.