Vintage Spotlight: Air Jordan X (Made in Korea, 1995)

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Qualche pagina più indietro vi abbiamo raccontato le sneakers che avevano preceduto il primo ritiro di Michael Jordan dai parquet del basket professionistico americano (vedi). Questo invece è il modello che segna il ritorno di Jordan, dopo poco più di una stagione trascorsa - senza grandi risultati, a dire la verità - sui campi della minor league di baseball.
Un modello, si potrebbe dire, celebrativo: il designer Tinker Hatfield volle infatti che sulla suola fossero iscritte le tappe che avevano portato Jordan a diventare - come recitava l'iscrizione in calce alla statua eretta in suo onore di fronte allo United Center di Chicago - "Il migliore che ci sia mai stato, il migliore che mai ci sarà". Dal titolo di Rookie of the year del 1985 ai tre titoli consecutivi di MVP (e campione) ottenuto tra il 1991 e il 1993, su quella gomma era riassunta la storia di una carriera già incredibile, e destinata a ulteriori trionfi.
Al di là di questi particolari, le Air Jordan X erano caratterizzate da una linea piuttosto semplice, unico elemento decorativo le linee orizzontali sulla tomaia: anche il logo Air Jordan sulla linguetta era poco visibile, perché ricamato tono su tono. Il relativo understatement del design era però accompagnato da grandissimo comfort e stabilità ai massimi livelli: l'implementazione della tecnologia Huarache all'interno di queste scarpe garantiva sempre una calzata perfetta.
Il paio - in ottime condizioni - che vi presentiamo in queste pagine l'abbiamo trovato in un piccolo negozio di articoli sportivi in provincia di Varese, nell'ormai lontano 1999: tempi in cui gli scambi su internet e i siti di aste online erano ancora un sogno futuristico. Il suo valore si aggira intorno ai 400 dollari: quotazione non altissima, soprattutto a causa dei molti remake prodotti nel corso degli anni. Ovviamente, il discorso sarebbe molto diverso se si trattasse di una delle pochissime paia prodotte nella stagione 1995 esclusivamente per Michael Jordan, caratterizzate dal numero 45 - indossato sul campo per circa sei mesi al posto del classico 23 - ricamato sul lato del talone. Molto, molto diverso...

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A few pages earlier we told you about the sneakers that preceded the first retirement of Michael Jordan form the parquets of professional American basket. This, on the other hand, is the model that marks his comeback, after slightly more than a season he spent – not that successfully, to be honest – on the minor league baseball fields. A model, one might say, with a hint of celebration on it – indeed the designer Tinker Hatfield had the sole be engraved with the steps that brought Jordan to become (as the inscription accompanying the statue erected in his honor in front of the United Center in Chicago read) ‘The best that ever was, the best that will ever be’. From the 1985 award of ‘Rookie of the year’ to the three MVP (and champion) titles in a row in 1991 to 1993 – on that rubber is summed up the history of a career that was already incredible and destined to win more and more.
Beside these details, the Air Jordan X was characterized by a line quite simple, the only decorative element being some horizontal lines on the upper; even the Air Jordan logo on the tongue could hardly be seen, being embroidered ton-sur-ton. The relative understatement of the design was still associated to a great comfort and the highest stability; implementing the Huarache technology inside these shoes had always secured a perfect fit.
We’ve found this pair (in really good conditions) that we show you here in a small sport shop near Varese, back in 1999: back then exchanging shoes (or anything) over the internet or through the auction websites was a science-fiction dream. Their price is around 400 dollars – not so high a quote indeed, given the numerous remakes released recently. Of course, the judgment would be rather different if we were dealing with one of the very few pairs produced during the 1995 season exclusively for the sake of Michael Jordan – shoes that were characterized by the number 45 (replacing for six months the usual 23 marking him on the field) embroidered on the side of the heel. Very much different.

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